Chi, come me, è nato sul finire degli anni settanta con tutta
probabilità ha avuto per le mani un mitico Commodore 64, per gli amici C=64. Chiunque abbia posseduto questa macchina sa benissimo la magia che sprigionava, la bellezza di quelle cassettine (o dei primi floppy disk) che all’epoca ingenuamente si compravano in edicola (pirateria questa sconosciuta). Special Program, Special Playgames, Hit Parade, I magnifici Cinque (o Sette) erano solo alcuni dei fantasiosi nomi che queste testate avevano e che noi bimbetti compravamo senza indugio. Senza contare poi del reparto musicale assolutamente all’avanguardia grazie al Sid, un chip talmente avanti rispetto alla concorrenza che grazie a dei bug fu possibile usare anche le voci campionate! Chi non si ricorda il “Ghostbusters” nell’omonimo gioco o ancora meglio la frase d’esordio in Impossible Mission, veri e propri pezzi di storia videoludica.
Se siete nostalgici come me è anche possibile che vi sia venuta voglia di rivivere le emozioni offerte da quei magici giochi, da quei pomeriggi assurdi fatti di infiniti caricamenti, smanettamenti con l’azimuth e relativa scossa, amici in fila per giocare e tanto tanto sano divertimento.
Ricordo ancora, come fosse ieri, che grazie all’avvento delle riviste come Zzap! io ed il mio fidato amico Rino capimmo che “forse” i giochi in edicola non erano poi tanto originali visto che avevano i nomi diversi dalle controparti originali e, soprattutto quando si diffuse il multiloading, spesso e volentieri era presente solo il primo livello! Cominciammo così a comprare i giochi “originali” telefonando ad un negozietto di Milano che ce li spediva in contrassegno, all’epoca per due ragazzetti di 12 anni era una rarità investire per intero la paghetta in un videogioco, venivi costantemente guardato con sospetto dai genitori e parenti manco fosse materiale pornografico. Semplicemente non capivano allora cos’era il medium videogioco.
Grazie ad internet e agli emulatori (programmi che riproducono quasi, se non perfettamente la macchina emulata) è possibile rivivere o rivedere i giochi e le proprie passioni di un tempo. Alle volte il ricordo di quei piacevoli momenti ha talmente preso il sopravvento che rimesso su uno dei nostri giochi preferiti dell’epoca ci si chiede, in effetti, come facevamo a divertirci con quella roba. Ma la maggior parte delle volte, invece, un vero e proprio tuffo al cuore vi colpirà! Pomeriggi interminabili passati a giocare a Microprose Soccer di cui ricordo ancora il commento della recensione: “non capirete come abbia fatto il vostro c64 a trasformarsi in un’amiga!” o a Outrun solo per citarne due. Per noi parlare di capolavori immortali come Cybernoid, Revs, Pitstop II ,Ghosts’n'Goblins, Buggy Boy, Creatures, Turrican e miliardi di altre perle impossibili solo da nominare, per la loro quantità.
Volendo rivivere, anche solo per cinque minuti, la magia di quel mondo, non posso che consigliarvi di visitare l’ormai strafamoso sito di Kim Lemon, Lemon per l’appunto.
Si tratta di una vera e propria bibbia dedicata al piccolo computer di casa Commodore, dove potrete trovare una vastissima scelta di giochi liberamente scaricabili in maniera assolutamente legale, nonchè le varie cover, le recensioni dei giochi più famosi, le musiche, interviste ai programmatori, insomma credetemi davvero tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul C64 ma che non avete mai osato chiedere. In più un fornitissimo retro-negozio con tanto di magliette e gadget per nostalgici dell’epoca. Davvero un sito imperdibile.
Se a tutto questo volete poi unire il piacere della lettura di Zzap!, il famosissimo magazine che recensiva i giochi del C64 e che per un decennio ha rappresentato praticamente la bibbia dei videogiocatori dell’epoca, non avete che da raggiungere questo sito, Progetto Zzap! Italia.
Al suo interno potrete rileggere con calma tutti gli 84 numeri della rivista, scansiti con pazienza certosina dai ragazzi curatori del progetto pagina per pagina. Cosa non si fa per la propria passione! Buona emulazione a tutti!